Il Ritratto nel ‘900 piemontese

Opere di 33 artisti

curata da Alfredo Centra, Francesco De Caria, Donatella Taverna

 Opere di 

Evangelina Alciati, Guido Bertello, Alda Besso, Stefano Borelli, Mario Caffaro Rore, Campra, Chiostri, Cherchi, Eugenio Colmo “Golia”, Costantino, De Bonis, Dogliani, Gazzera, Leocata, Maestri, Mantovani, Mattana, Mazzonis, G. Morbelli, Onetti, Pietrasanta, Pittore, Porporato, Prolo,  A. Reduzzi, Rigorini, Scotellaro, Sicbaldi, Taverna, Terracini, Tomalino Serra, E. Tosalli, Venturelli.

            Il ritratto ha conosciuto una evoluzione da riproduzione delle fattezze del volto di un soggetto a pretesto per una riflessione sulla natura e sul destino dell’Uomo.

            Dal desiderio di “eternarsi” attraverso l’arte, il genere è dunque passato da una meditazione sul concetto di Uomo, da una grande dignità, ad una oggettiva quotidianità, ad una deformazione imposta da una cultura che ha smarrito il senso dell’Ideale e della concezione dell’individuo “a immagine e somiglianza di Dio” (Gen.1,26), a una concezione dell’individuo in funzione dei meccanismi economici, macchina fra le macchine, forza lavoro, consumatore in funzione di una economia disumanizzata.

            Oppure della “involuzione” a espressione di soggetto che, avendo perduto la dimensione verticale, cerca l’appagamento nell’”acqua che non disseta”, l’opposto dell’acqua che disseta per sempre (Gv. 4, 10), la coscienza della autentica natura umana, quale religioni e filosofie sin dall’Antichità hanno indicato.

            L’Arte, la Filosofia, la Letteratura hanno in parallelo evidenziato questa involuzione del concetto di Uomo. Una mostra dunque che dovrebbe indurre a una profonda riflessione sulla cultura materialistica ed economicistica che innerva, purtroppo, tanta parte della nostra epoca

 

DOCUMENTAZIONE 

RECENSIONI

 

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